Hereditary- l’eredità dei Re

Chi ha paura al giorno d’oggi?

Chi è spaventato davanti a pellicole horror e storie di fantasmi?

Chi trema nel buio del proprio letto troppo paralizzato dal terrore per accendere la luce, per estrudere le dita da lenzuolo, per aprire gli occhi?

I registi, di sicuro.

Ben in pochi negli ultimi decenni hanno avuto il coraggio di fare non solo qualcosa di nuovo ma qualcosa di profondamente shockante, qualcosa che non solo non si era mai visto in termini di presenza registica e tecniche di regia e di fotografia, ma qualcosa che paventasse tanto e tanto nel profondo da far andar via la gente da una sala di proiezione.

Da quanto non succedeva? Forse dai tempi di Cannibal Holocaust ?

Registi che non temono le stroncature dei moralisti e dei censori, le grida indignate dei critici e del pubblico ma che, come era una volta per i grandi nomi del cinema, si crogiolano (probabilmente) nel provocare gli strilli non di paura, ma di sgomento, i più terrificanti.

Il coraggio di mostrare litigi familiari realistici al limite del documentaristico che potrebbero spezzare il cuore di centinaia di madri, volti non solo sgradevoli ma capaci di procurare un brivido di inquietudine anche al più incallito amante di infanti, riprese così da vicino e volti così privi di qualsiasi tipo di imbellettamento da suscitare repulsione non per la mancanza di bellezza ma per la paura di riconoscere se stessi in quelle atroci smorfie di dolore, disgusto, sofferenza e sconvolgimento.

Corpi nudi e lividi, movimenti raccapriccianti negli angoli delle riprese, reazioni umane così facili da empatizzare da sentirne quasi il dolore

Ma sopratutto SPOILER il coraggio di mostrare la morte meno innaturale, e proprio per questo così raccapricciante, di un bambino.

Chi se lo aspettava da un sorridente ometto dai capelli rossi che ha girato solo cortometraggi (e manco molti) in tutta la sua (breve) carriera di regista? Un film d’autore, lontano dalle produzioni  horror considerate, per la maggior parte, “porcate di nessun valore artistico” dai puristi del cinema (che Freddy se li prenda) ma anzi con un altissimo valore artistico!

Ho amato e odiato questo film, l’ho trovato così naturale, come la direzione di un sogno ad occhi aperti dove non riesci a credere a quello che vedi, ma al tempo stesso pare così verosimile; verosimile che una testa di bambina appaia in quel modo (come possiamo immaginare ciò che c’è sotto i centinaia di lenzuoli stesi su bianche sagome negli incidenti stradali che compaiono da dietro portiere aperte di volanti della polizia mentre passiamo con la macchina in autostrada); verosimile che una creatura che forse è un fantasma o una possessione (comunque qualcosa di non più umano) si sposti in quel modo nello spazio senza far rumore; verosimile non sentire una sola nota musicale o addirittura non sentire assolutamente nulla, verosimile che qualcuno non gridi fino a stirarsi la gola vedendo un fantasma sorridente nel buio di una stanza (ma pensi ad un gioco di ombre).

Hereditary fà paura sopratutto perchè ci ricorda,e ci convince, che il terrore e la disperazione possono colpire anche noi, te, tutti in qualsiasi fottuto momento.

Buona 1/2 notte