Emma e Marianne, un eroe e il suo mostro

Marianne è la storia di un abuso.

É una storia diversa da tutte le altre che narrano di mostri e di eroi, è una storia di ricatti morali, di manipolazione, qualcosa di diverso dalla solita possessione, di più profondo, e di più perverso.

In questa storia abbiamo un eroe che è convinto di essere un antieroe, un eroe vecchio stile che viene costantemente abusato, umiliato, minacciato, calpestato, torturato e insultato fino alla fine, un martire, un santo.

Emma è un eroe, premetto da subito che è il tipo di ragazza di cui mi innamorerei perdutamente quindi potrei essere un po’ di parte; Emma fa la scrittrice di libri horror, è famosa a livello mondiale, è a detta di tutti una stronza egoista, è alcolizzata (è ovvio che è alcolizzata, ti ho detto che è scrittrice. cit.) e fà letteralmente di tutto per cercare di vincere la sua battaglia contro colei che la usa come fosse un oggetto da quando aveva quindi anni, la sua tenaglia da tortura.

Emma è la tenaglia da tortura di Marianne.

A volte non si può decidere cosa essere se qualcuno ha deciso prima di te; con tutti i nostri sforzi la nostra natura non sarà mai diversa; possiamo usare una forbice per recidere, una pinza per strappare, oppure fasciarne le estremità e renderle innocue, ma saranno sempre forbici, tenaglie e pinze. E Marianne ha deciso tanto tempo fa che Emma sarebbe stata una tenaglia da tortura.

Questa è Emma.

Lei si dibatte e lotta ma tutto ciò che le è attorno la ricambia sputandole in faccia, ignorando il suo dolore, chi dice di amarla la torce per i suoi scopi.

Mi è piaciuta molto la storia di Emma; mi è piaciuto odiare i personaggi che la circondano quando la ricambiano con la propria irriconoscenza, mi è piaciuta vedere la sua negazione alla resa anche da sola contro tutti, mi è piaciuto sentirmi al suo fianco contro il mondo, e mi sarebbe piaciuto sussurrarle di mandare affanculo il mondo intero e scendere nelle tenebre con lei per non lasciarla sola.

Mi è piaciuta la sua storia e la domanda che ti pone: “Ti stai sacrificando per qualcosa di giusto? Qualcosa di puro? O è solo una tua illusione? Solo un miraggio e sarebbe meglio, più giusto, più onesto, lasciar perdere questa immeritata immolazione?” una domanda che in molti dovrebbero porsi al giorno d’oggi.

Cosa è più eroico? Rifiutarsi di cedere o rifiutarsi di resistere?

A volte la cosa più saggia da fare è sedersi nella propria oscurità e accettare di essere il mostro, un giorno qualcuno verrà a combatterti, e a liberarti.

Sei tu Marianne?