Requiem, Superstition, Ghost Wars; le soap opera della suspense

La maggior parte degli amanti dell’horror sono donne. E statistica, è mercato. Le donne amano quel tipo di film con i fantasmi, i drammi familiari, la suspense, lo trovano molto romantico e purtroppo il mercato se ne è accorto e negli ultimi mesi ha fatto di tutto per accontentarle. E direi che c’è riuscito. Però non è un bene, non per noi.

Grazie a Romero (nostro signore della pellicola horror) non tutte queste sono pellicole di cattiva qualità; Hill House è, ha tutti gli effetti, la storia di un dramma familiare con di mezzo i fantasmi; ma è un’opera di un certo calibro, splendida, bella visivamente, valida per storia, per recitazione, per effetti speciali, splendida regia e fotografia; lo stesso vale per Marienne, ma non tutte sono così.

Le riconosci subito le soap horror perché smettono molto presto di essere quello che ti avevano promesso; si perdono dietro le vicende di tutti i personaggi che compaiono nella pellicola. Così sei costretto ad assistere ai retroscena di ogni singola relazione, di ogni personaggio anche di quelli di cui non ti fregava nulla, e la storia presto si perde e si dilunga dietro alle mille storie d’amore e di rivalità di quelli con cui dovresti simpatizzare ma anche no.

Tu non eri lì per vedere quello, non volevi vedere persone, volevi vedere mostri, serial killer e fantasmi! Un altro esempio invece magistralmente eseguito è American Horror Story. Opera magnifica da vedere, perfetta nella sua struttura e nella sua lucidità, troppo lungo, troppa trama, ma bello. Purtroppo in molti hanno provato a copiarne il genere fallendo miseramente e intasando a noi la bacheca di Neflix.

Ma un modo per scovarle in tempo e non perdere ore di serate noiose sul divano c’è? Certo che c’è! Non guardare le serie!

Ora ti spiego, metti giù l’accetta: difficilmente un buon horror può essere inscatolato in una serie televisiva; dicono che questa sia l’epoca doro delle serie, è vero, ma in troppi stanno sfruttando la cosa, smontando quelli che potrebbero essere splendidi film per il piccolo schermo in noiosissime puntate da trenta minuti l’una.

Mantenere la suspense per tutto quel tempo è impresa ardua, il tempo è dalla tua parte se devi spiegare qualcosa, non se devi trattenere qualcosa; una storia lunga ed articolata deve essere incentrata su ciò che hai promesso, non su ciò che è di contorno, deve essere la rosa che si schiude e mostra il suo cuore, non la rosa che lentamente appassisce perdendo i petali lasciando a noi solo lo scheletro. L’orrore può essere molto romantico, ma c’è una chiara differenza fra un sonetto di Shakespeare ed un Harmoni.

Tu sai vederla?