The Mist- nella nebbia

E Più SAGGIO PARLARE PRIMA DEL RE DEL BRIVIDO, STEPHEN KING, O DELLE SUE OPERE?

Mi è stato consigliato di andare per ordine logico e parlare prima di lui che non di uno dei suoi film tratti dal libro, quindi io farò esattamente il contrario! perchè io sono simpa, e soprattutto seguo sempre i buoni consigli.

“The Mist” è un film del mito, uno di quelli venuti bene, perchè abbiamo già visto cosa succede ad una trama del Re se viene mal interpretata con un budget scarso e regista ancora più scarso.

Come Paolini cominciava il suo spettacolo “Polvere” sugli effetti in Kossovo dei proiettili all’uranio impoverito, così comincio io.

Questa storia

parla

di

NEBBIA


Sei mai stato in una casa sul lago? Oppure in gita dalle parti mie nella campagna lombarda? Quando a sera o all’alba la nebbia si alza fitta e lascia tutto in una coltre avvolgente che ti fà perdere il tempo e lo spazio, sembra di cadere in una tazza di latte condensato, e la nebbia, luminosa, non ti lascia vedere più nulla. Rimani solo. Tutti quelli che sono con te rimangono soli.

Cosa faresti se dopo una tempesta di inaudita potenza, che ha rotto una finestra di casa tua la notte prima con un albero caduto che ti ha quasi ammazzato, dal lago che lambisce casa tua, dalla vallata che spacca in due le montagne dall’altra parte del lago, colasse, lentamente, la nebbia.

Tu sei un illustratore, un pittore di talento con una moglie ed un figlio di forse dieci anni; decidi, senza alcuna paura, di andare al supermercato del paese col bambino accompagnato dal “simpaticissimo” vicino di casa, ex avvocato nero della grande mela.

Non c’è nulla di strano; ma piano la nebbia riempie tutto, densa scorre lungo le strade rapidamente rendendo tutto bianco e indistinguibile inghiottendo cose e persone voracemente, c’è qualcosa nella nebbia.

Rimani imprigionato nel super market, che è composto essenzialmente da enormi vetrate, in compagnia degli altri acquirenti che forniscono una splendida visione d’insieme della popolazione.

Come crea King le sue storie? prendi il reale, l’ordinario, persone normali come protagoniste, una situazione di tranquillità in un posto tranquillo, e butta l’incredibile, lo straordinario, il terrificante fra di loro.

Credo che King non ami i suoi personaggi, succedono cose terribili nei suoi film, e non importa quanto tu sia coraggioso o in gamba, se il fato vuole che tu muoia tu non ti salverai solo perchè sei il protagonista di qualcosa.

La fuori c’è un ordalia di creature mastodontiche che si nutrono e popolano la nebbia che, come una cosa viva e onnisciente è ovunque, e, ovattata, fagocita i suoni e tutto ciò che conosci e ami rendendolo indistinto e alieno.

Tutti vogliono tornare a casa, tutti gridano e piangono, c’è chi ha lasciato i bambini piccoli in casa da soli e non sopporta l’idea di averli abbandonati a se stessi. Quasi nessuno riuscirà andare oltre al posteggio del super market, perduti e terrorizzati, fatti a pezzi e mangiati; squartati imbozzolati o schiacciati.

I mostri non sono solo la fuori, perchè in una situazione di panico c’è sempre qualcuno che, a lungo termine, prende il controllo e si nomina a leader indiscusso; in questo caso i nostri sono sfortunati perchè, in una isolata, moderna ma semplice, cittadina del nord America, il controllo lo può prendere il cacciatore dei boschi come la predicatrice cristiana. I nostri si beccano in piena crisi mistica la seconda, (interpretata da Marcia Gay Harden; ti ricordi Silent Hill? la madre e l’ inquisitrice… è lei)

C’è la possibilità che se tu non vedi loro loro non vedano te giusto? ma sono animali e loro la nebbia la abitano.

Un Ester hegg, se conosci Stephen King conosci al sua opera omnia, “Dark Tower”; il protagonista è impegnato nella creazione della copertina del primo libro quando l’albero fà esplodere la finestra con inusuale violenza stracciando il dipinto. Le cose che vengono “dall’altra parte” sono talmente feroci, brutali, sono abitatori di un altro mondo fra i mondi; se ascolti bene, e hai letto “La Torre” sentirai, flebili, il suono deridente di piccoli sonagli che risuonano gentili nella nebbia.

Qualcuno si salverà? Non posso dirlo, però posso assicurarti che il libro finisce diversamente; perchè Il Re odia i finali, “I finali sono senza cuore”afferma come massima; sappi che questo finale se ha un cuore è nero e di nessun conforto.

Forse, ci sarà una fine alla nebbia, non può essere ovunque; oppure ha riempito il mondo? lo ha coperto, e se lo è mangiato.

Un essere infinitamente grande, un dio forse, un’ essere chtuloide, cammina a grandi passi sopra la macchina di chi cerca di mettersi in salvo, scavalcandoli, neppure notandoli, su lunghe zampe pesanti; rilucendo nella luce bianca di un’alba lontana e invisibile.

Forse loro hanno divorato tutto e non esiste più nulla oltre la nebbia.

Buona 1/2notte.