Pelle di pellicola

Madre!

Una piccola riflessione sul mondo del cinema e i suoi utenti.
Tutti credono che il mio genere di film preferito sia, ovviamente, l’horror.
Ecco, no.
Il mio genere preferito è il cinema surrealista.
Terry Gilliam per intenderci.
In piena pandemia uscì sulla grande N un film surrealista che ho amato moltissimo, e che, caso vuole, è stato catalogato sotto “horror”.
Madre! con il punto esclamativo, di Darren Aronofsky.
Questo film straordinario ha diviso il pubblico in due, chi lo ha amato e chi lo ha trovato “il film più brutto che io abbia mai visto”.
Eppure è un gran film, la recitazione è straordinaria, la fotografia non ne parliamo neppure, Lawrence nei panni di Lilhit e Bardem in quelli del signore onnipotente sono fenomenali, e questo è un fatto; eppure a molti non è semplicemente “non piaciuto”, “non è il mio genere”, “Mi ha messo troppo paura” ha proprio fatto schifo, e non perchè alcune scene siano profondamente disturbanti ma perchè lo ha trovato osceno, ridicolo, semplicemente brutto.
Ora, non è che Darren Aronofsky sia proprio nato ieri cinematograficamente parlando, è un uomo di esperienza, con una grande visione artistica, uno che mangia pane e cinema; ha toppato? Questa volta ha fatto un film semplicemente brutto?
No, io non credo.
Io credo che molti spettatori si siano omologati.
Mi spiego meglio: ci sono tante persone che guardano i film come passatempo, che non amano il cinema, che non rivedrebbero mai un film due volte, anche un film che gli è piaciuto; molte persone che sono state “addomesticate” da pellicole sempre uguali, con una trama prevedibile, colori, luci e suoni omologati, con sempre gli stessi attori e sempre la stessa impronta registica. Ecco io credo che queste persone, questi spettatori, meritino un grosso calcio nel culo. Ma non perchè abbiano sbagliato qualcosa, non perchè siano stupidi, ma perchè vanno scossi, strappati fuori dal loro involucro di plastica dove viene propinato loro sempre lo stesso omogenizzato cinematico. Sono come quei bambini che sono stati cresciuti a prosciutto cotto e crescenza e, appena viene dato loro qualcosa di cucinato, di complesso, di aspro e forte anziché di neutro e bianco, sputano, strillano e piangono.
Si sentono traditi, ed esposti al pericolo.
La storia di Lilith, la sposa di Dio, è aspra ed amara, la storia di una creatura spaventata che convive con un Dio geniale, compassionevole ma anche glorioso e ferocemente egocentrico che lascia entrare nella loro vita l’umanità con tutta la sua collera, al sua malizia, i suoi orrori, i suoi bisogni fino alla tragedia, fino alla morte del mondo, bruciato nella apocalisse delle fiamme scaturite dal fondo dell’inferno.
è un film meraviglioso, e spaventoso, e io ti consiglio vivamente di vederlo.
Magari portati un digestivo.