Italia Orrorifica

IO NON CAPISCO

perchè l’Italia è amata da tutti (quelli che ne stanno fuori)eppure così poco ne parlano?

No che non mi riferisco alla cronaca e alla politica, ma dell’Italia come spunto e sottofondo per ciò che è terrificante, misterioso e ombrosa; l’Italia che fa più paura. E non parlo neppure della mala; parlo di quella particolare paura tutta italiana che pochi maestri del cinema e della scrittura sanno descrivere così bene e che più nessuno riesce neppure a prendere come spunto.

Dario Argento, tutti i suoi film parlano dell’horror all’italiana che (assieme al western) è forse il migliore nel mondo per suspense e magia.

La Torino di “Profondo Rosso”; quelle meravigliose architetture gotiche che solo Torino o Milano possono vantare. Pochi sanno che la prima scena, il bar in Piazza Dora Riparia dove Marc vede l’omicidio di lei, non esiste; al suo posto fra le colonne c’è uno spazio vuoto che porta alla Rinascente (mio padre è torinese, la conosco più di quanto è lecito).

“La casa dalle finestre che ridono” è in realtà un collegio femminile nella campagna piemontese.

La Milano tutta vetrate, riflessi e cemento e cristallo de “Quattro mosche di velluto grigio” con un meraviglioso Bud Spencer che interpreta Diomede, l’uomo del fiume.

Roberto.- “Dio! Dio!”

grida il protagonista

Dio.- “E smettila di chiamarmi Dio! Io mi chiamo Diomede, se proprio devi allora chiamami Dio Onnipotente!”

Le campagne fiorentine de “Il mostro di Firenze”, splendido telefilm sul caso di cronaca nera che terrorizzò tutte le coppie della toscana degli anni ’60, rivelò retroscena sempre più oscuri e complici, mandanti sempre più in alto, fino alla politica, fino all’esoterismo, fino alle cariche massoniche.

Questa è l’Italia di cui vorrei parlare e di cui vorrei sentior parlare da più fumettisti, registi, scrittori.

Perfino la Bonelli (con la sua fissa per l’estero) realizzò una delle sue storie migliori per Dampyr nella bassa padana meneghina; cercalo fra i mercatini dei librai.

“Il grande fiume”

Torrebianca (Foggia), la Bassa, Il Po, i luoghi del racconto dove Harlan Draka (avventuriero del mito originario della Repubblica Ceca) si imbatte in una storia di fantasmi vecchia come il fiume che attraversa le pianure inondate di riso e pioppeti. Una sotiria che racconta del grande caldo della pianura padana, i piccoli paesini, i bar sport, le oziose chicchere di paese ronzanti come mosche intontite dal caldo, e tante cose che non cambiano mia, come il far l’amore sdraiati nei prati dei campi o le antiche ville diroccate che sorgono dal terreno dimenticato sparse, isolate, per tutta la pianura; o la fumara, la nebbia del passato, che ogni sera si solleva dal terreno e dal padre fiume e si rovescia, quasi liquida, fra i campi e i paesi.

Come racconta bene l’angoscia della campagna italiana, così piena di sole, e a volte di morte, e di pazzia.

Ma il racconto all’italiana che preferisco di più in assoluto è un intero libro; una lunga serie di racconti del terrore tutti collegati da un’unica creatura da leggenda metropolitana, e da tutti scrittori italiani che ambientano il tutto in Italia.

“Dark Prisma” e no, non centra il nulla con la serie fantasy.

Lo spettro, o la reincarnazione, o un demone, di una giovane donna con un cappotto rosso, con un vestito rosso, persa nel tempo e nello spazio, tenace, forse vendicativa, probabilmente maligna, sicuramente onnipresente, cammina caparbia sul manto autostradale come sui fili di vetro della rete informatica.

La troviamo donna volpe nel medioevo giapponese.

Giovane donna violentata dalle squadracce del fascismo.

E poi spirito infestante nelle fosse d’energia dei “maghi” piemontesi scavate sulle corde energetiche del pianeta.

Bambola di porcellana a Pavia.

Serial khiller femmina della pianura.

Ma sopratutto spettro vestito di rosso che attraversa l’ autostrada del sole in un giorno afoso di agosto, causando te diversi incidenti mortali, su tre diverse autostrade, nello stesso istante.

Della storia, della leggenda, partendo da un passato che ci racconta dell’inizio del mondo e della sua nascita dal male e dall’oscurità dal limbo triassico (quando cosparsero i primi fra gli antichi dei di Lovecraft), fino ad un lontano futuro di redenzione totale, completa dell’umanità e di lei che, perduta da tempo immemore la ragione, ha vagato nei secoli con l’unico un scopo, causare la morte altrui, fino all’ultima estate della terra.

Spero riuscirai a trovarlo e a convincerti della bontà dell’horror all’italiana, e del nostro paese come sfondo per una buona storia.

Ne parleremo ancora.

Per ora..

Buona 1/2Notte.